Guarda, vado avanti. Vai in spiaggia? Quest'anno le nostre spiagge sono simili alle orrende passerelle cafonal di Dagospia, musi di gomma e seni di plastica, glutei esplosivi esaltati dai più astrusi e sguaiati tatuaggi di ogni genere e in ogni parte del corpo. Basta una passeggiata su un litorale affollato per capire che l'Italia è il paese dei corpi manomessi, della presunta body art di massa, del falso come antidoto al veleno del vero; scorpioni sulla spalla e poi stelle, cerchi enigmatici, geometrie maori e funghi sui glutei, un joker sul braccio, una suora cinese su una gamba, Che Guevara sotto l'ombelico e i soliti cuori stilizzati e trafitti con dentro i visi degli innamorati, reticolati e fili spinati sul collo, tutti come Belen e la sua farfallina di cui Corona rivendicava il copywriter, e le scritte d’amore o di lutto come quella incisa sul braccio della Gregoraci per la morte della mamma: "senza di te non sarò più la stessa", ovviamente in inglese. Anche la perenne abbronzatura, isole e lampada, è, a suo modo, una forma di tatuaggio, degenerazione del bisogno legittimo e sempre più diffuso di cambiare sé stessi, assomigliare quasi ai negri che vogliamo forzatamente importare perché "restiamo umani" (ahahah) e sono l'elemento umano di questa globalizzazione che ci portano uno stile di vita che presto sarà comune a tutti noi... conquistando la massa e incidendosi nel Tricolore il tatuaggio di un meraviglio selvaggio UH-UH 😃 proprio perché in Italia abbiamo perso i significati elitari, satanisti e devoti, esoterici e ornamentali, erotici e vezzosi, del tatuaggio che è diventato il segno definitivo della prevalenza del cafone.
Salute
( prova far meglio di me 🤣 )