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"Le ipotesi sull’etimologia della parola frocio, termine proveniente dal dialetto romanesco, sono significative del modo in cui una cultura secolare ha interpretato e rappresentato l’omosessualità. Un’ipotesi è infatti che derivi da français, francese, attraverso lo storpiamento romanesco fronscè, e che si sia diffuso come dispregiativo rivolto all’invasore straniero al tempo della discesa delle truppe napoleoniche a Roma all’inizio dell’Ottocento. Il significato di frocio comincia poi a slittare verso il significato negativo più generale di uomo spregevole, a prescindere dalla nazionalità, e attraverso questo a quello di omosessuale.
Altre ipotesi rimandano al tedesco frostch, ranocchio, usato come appellativo offensivo. Oppure alla parola feroce, riferito ad altre truppe straniere, quelle dei Lanzichenecchi di cui la popolazione subì le violenze efferate durante il sacco di Roma del 1527: la memoria degli stupri di massa compiuti su donne e su uomini avrebbe favorito lo scivolamento del significato dalla ferocia all’orientamento sessuale.
Simili derivazioni lessicali, unite a espressioni come "dell'altra sponda", "dell'altra parrocchia", segnalano come una parte del linguaggio utilizzato per nominare gli omosessuali maschi sia accomunato dal riferimento a una forma di estraneità, che da nazionale si fa sociale. Un’altra serie di termini rimanda invece all’anatomia, all’ano, supposto organo principale degli incontri sessuali tra uomini."
Fonte: https://www.parlarecivile.it/argomenti/genere-e-orientamento-sessuale/frocio.aspx